giovedì 17 marzo 2011

Buon Compleanno Italia

sabato 5 febbraio 2011

Le chiamano energie rinnovabili



Alcuni mesi fa, nel cuore dell'estate, è stato portato alla ribalta della cronaca la presentazione della richiesta di un gassificatore di biomasse depositato dall'azienda di trasporti CTS di Ravenna. Periodo di ferie, particolarmente propizio per questo tipo di operazioni. La forte ondata di preoccupazioni e lo sgomento dei cittadini, unite alla grave difficoltà dimostrata dalla circoscrizione erano sfociati nel ritiro del progetto da parte del proponente. A quanto pare l'azienda stessa si era poi impegnata ad 'informare' cittadini e circoscrizione nell'eventualità della ripresentazione del progetto.

Ora sembrano essere tornati alla carica. L'impianto sarebbe di quelli cosiddetti a biomasse, che sebbene meno inquinanti di quelli a petrolio o carbone è comunque inquinante a tutti gli effetti, diossina compresa. Questo impianto sarebbe da costruire in aperta campagna dove ci sono coltivazioni di ogni tipo.

Quali sarebbero i vantaggi oltre alla produzione di energia elettrica? Nessuno.
E gli svantaggi? Sicuramente molteplici: aumento dell'inquinamento in una zona dove ci sono vigneti e pescheti; aumento del traffico sopratutto di mezzi pesanti in una zona dove il traffico è pressoché nullo e dove le strade non sono adeguate; degradamento del territorio.

Se decidono di costruire un inceneritore in città probabilmente qualcuno farà sentire la sua voce e mobiliterà un po' di persone. Ma se si decide di costruirlo in un posto isolato... ad esempio in campagna chi si mobilita? E' questa forse la nuova strategia per costruire gli "impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili"?

Chi ci guadagna realmente con questa operazione?

lunedì 25 ottobre 2010

ITALIA.IT, SECONDO CAPITOLO DELLA VERGOGNA


Italia.it, il portale che sarebbe dovuto essere la vetrina promozionale del nostro paese, è costato €100 milioni. Non contenti di questo spreco di soldi - il codice del sito potrebbe essere sviluppato da uno stagista nel giro di un mesetto - si è ora deciso di dare nuova vita al progetto.

O meglio, ci si è accorti che c'è un probelma di contenuti e che le pagine vanno riempite di contenuti freschi, e quindi è stato istituito un bando di gara per dare in appalto la creazione dei contenuti. La base d'asta è di €2 milioni e l'obbligo è di produrre contenuti per 36 mensilità creando un team di 18 persone (un direttore, un vicedirettore, 3 grafici e 13 redattori). Cosa se ne faranno di 3 grafici è una delle tante cose che non riesco a capire. Facciamo un paragone, Jamba, il sito di suonerie, al suo picco impiegava 800 persone e di queste 800 solo 3 erano grafici.

Mentre io sono convinto che qualunque imprenditore delle New Economy sarebbe in grado di produrre contenuti con i limiti imposti dal governo - e trarne un profitto - sono altresì convinto che nessuna delle società qualificate accetterà di fare ciò per €2 milioni e che il valore della commessa sarà ben più alto.

Del resto, abbiamo speso 100, perché fermarci solo a 102?

mercoledì 14 luglio 2010

L'odore dei soldi



L'odore dei soldi è un libro scritto da Elio Veltri e Marco Travaglio, pubblicato da Editori Riuniti nel 2001. Il libro comincia con la domanda «Cavaliere, dove ha preso i soldi?», per affrontare la questione sulle origini delle fortune di Silvio Berlusconi, personaggio in quel periodo al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica, essendo in Parlamento capo dell'opposizione al governo dell'Ulivo e prossimo alla campagna elettorale per le elezioni politiche del 2001, dove si riproporrà come primo ministro.

Gli autori del testo danno ampio spazio a diversi documenti, proposti integralmente, come le indagini effettuate da un ispettore della Banca d'Italia, Francesco Giuffrida, e da Giuseppe Ciuro della DIA, dietro incarico del pool antimafia di Palermo, per ricostruire i movimenti finanziari delle holding di Berlusconi; come l'ultima intervista realizzata al magistrato antimafia Paolo Borsellino (due mesi prima del suo assassinio e due giorni prima dell'assassinio di Giovanni Falcone) in cui vengono citati Berlusconi e Dell'Utri come oggetti d'indagine; e ci si avvale di documentazione di origine giudiziaria come interrogatori e intercettazioni telefoniche.

Oltre a porsi domande sull'origine dell'impero finanziario dell'imprenditore milanese e a soffermarsi sui presunti rapporti di Berlusconi con la mafia, viene anche coperto il tema del conflitto d'interesse, relativamente ad alcuni risvolti che si sarebbero verificati durante il primo governo Berlusconi.

Il libro divenne famoso un mese dopo la sua uscita nelle librerie, quando, il 14 marzo 2001, Daniele Luttazzi invitò Marco Travaglio a Satyricon, un programma della RAI che andava in onda in seconda serata. Vi furono forti reazioni da parte degli esponenti politici a sostegno di Berlusconi, che ritenevano che il pubblico avesse assistito ad un'operazione di disinformazione, sentendo le risposte alle domande poste a Travaglio in merito al contenuto del libro. Berlusconi denunciò i due protagonisti della vicenda per diffamazione, in un processo che nell'ottobre 2005 si concluse con un'assoluzione per autori ed editori del libro e l'obbligo di pagamento di 100.000 euro di spese legali da parte del querelante.

Infine il 6 febbraio 2006 la domanda di risarcimento per diffamazione a mezzo stampa (10.000.000 €) fatta da Berlusconi nei confronti degli autori del libro e alla casa editrice viene respinta dal Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, con l'obbligo di pagamento di 15.000 € di spese processuali a carico del querelante.

Tali sentenze confermano che non vi è nulla di falso in ciò che è scritto nel libro e in ciò che Travaglio disse durante l'interivsta a Satyricon. Il 17 novembre 2009 Marco Travaglio ha annunciato dal suo blog, voglioscendere.it, il ritorno in libreria de "L'odore dei soldi", "con tutti gli aggiornamenti rispetto agli ultimi processi e alle ultime sentenze".

Fonte Wikipedia

lunedì 3 maggio 2010

Tecnologicamente diversi



Tempo fa ho comprato un bellissimo smartphone: il Nokia N95.
Avevo promesso a me stesso che sarebbe stata l'ultima volta che assecondavo il mio irrefrenabile istinto di andare dietro alla tecnologia e cambiare cellulare ogni sei mesi. Dopo due anni sto resistendo ancora, ma l'altro giorno il mio occhio cade sulla scrivania della collega che aveva un oggetto che ha fatto luccicare i miei occhi.

Incuriosito da cotanta bellezza gli chiedo cosa fosse e lei mi risponde che era l'iPod-touch. Allorchè gli chiedo a cosa servisse e quali funzionalità avesse e lei mi illumina dicendomi che era come un piccolo computer da tasca. Può funzionare come un lettore mp3, ha tante applicazioni come le mappe, la bussola, il calendario per gli appuntamenti, rubrica e... sopratutto può collegarsi a Internet senza fili e navigare con un vero e proprio browser. Infatti avendo lo schermo sensibile al tatto è stato possibile (come anche altri modelli) avere un più ampio display e minore spessore non avendo più bisogno di una tastiera.

Il tutto alla "modica" cifra di circa 200 euro. Unica mancanza la fotocamera digitale e il supporto per il telefono cellulare cosa che il fratello maggiore (iPhone) ha, ma che costa circa tre volte tanto.

Mi son chiesto allora per quale misterioso motivo uno dovesse spendere una follia quando è possibile comunicare ugualmente attraverso Internet. Mi son detto: se va su internet comunico attraverso i social network, attraverso messenger oppure installo skype cosi posso anche fare e ricevere telefonate. Posso tranquillamente fare il salto e abbandonare del tutto il cellulare.

Poi son tornato un attimo coi piedi per terra e ho realizzato che non mi trovavo in Gran Bretagna, o in Germania o in Francia o in Spagna ma purtroppo in Italia. Se mi fossi comprato l'iPod il mio sogno non sarebbe stato realizzabile in quanto non avrei potuto usare questo mini computer per comunicare attraverso internet se non da casa mia dove ho già comunque il computer.

Non mi sarebbe stato possibile stare seduto su una panchina del parco e scrivere una notizia su facebook. Stare seduto in un bar e leggere il quotidiano. Stare in ufficio e ricevere una telefonata su skype.

Oggi Internet è come l'aria, non se ne può più fare a meno, e mentre gli altri Paesi stanno facendo di tutto per espandere, migliorare e far penetrare la rete ovunque qui da noi stiamo facendo esattamente l'opposto. Con incentivi che han fatto il gioco delle tre carte e con la legge Pisanu che ha di fatto bloccato lo sviluppo del wi-max e di qualsiasi altro hot-spot siamo piombati verso un punto di non ritorno. Un punto dal quale non sarà più possibile andare avanti e ci sarà un così ampio divario con gli altri paesi che potremmo usare questi nuovi gingilli solo per fare un solitario sulla panchina del parco.

Ammesso che avremo ancora le possibilità di comprarli.

martedì 30 marzo 2010

Affari nostri



In Italia si vota in due giorni. Alle 7 del mattino i seggi sono già aperti e allestiti. Nei giorni precedenti un esercito di persone ha sgomberato le scuole, scaricato dai camion le cabine elettorali di legno periodo anni 20-30, preparato le urne formate da scatole di cartone con la sigla del Ministero o da scatole di legno stile borbonico, preparato i registri con i nomi e cognomi degli aventi diritto al voto rigorosamente scritti a mano.

Arrivano i primi votanti (uomini da una parte, donne dall'altra), occorre cercare la persona nel registro per verificare che non abbia già votato, mettere giù i dati della carta d'identità, apporre un timbro per (grazia) ricevuta sulla tessera elettorale.

L'elettore si reca nella cabina di legno, con una lampadina precaria appesa ad un filo elettrico e pone la sua X. Esce tutto contento e infila la scheda nell'urna senza sapere dentro cosa c'è. Restituisce la matita, ritira documento e tessera e va via soddisfatto.

Tutto questo si ripete fino alle 10 di sera quando gli addetti alle operazioni di voto ormai esausti chiudono la baracca per andare a riposare (domani sarà peggio). Durante la notte qualcuno sorveglierà i seggi deserti (si spera).

Il giorno dopo si riprende la trafila fino alle 15 quando finalmente si può dire STOP al (tele)voto e aprire le urne. Ad alta voce si scutina, si totalizzano i risultati e poi telefonicamente si comunica al Ministero il risultato del seggio. Qualcun altro dall'altro capo del telefono si spera non si sbagli a segnare il numero esatto e (con l'ausilio di un pallottoliere) a totalizzare i risultati di tutti i seggi.

Qualcuno provvederà poi a sbaraccare tutto (schede votate comprese che finiranno rigorosamente in un cassonetto della raccolta indifferenziata) e a ripulire e disinfestare le scuole.

Se si votasse in un luogo pubblico diverso da una scuola (come ad esempio una caserma dei pompieri) non ci sarebbe bisogno di disturbare gli studenti lasciandoli 3-4 giorni a casa.
Se al posto delle pesanti cabine di legno vi fossero delle semplici tendine dietro la schiena si eviterebbero i grossi camion che vanno avanti e indietro.
Se si votasse in un solo giorno (ad esempio dalle 9 del mattino alle 6 del pomeriggio) si eviterebbe di lasciare il tutto incustodito durante la notte e al termine delle operazioni si potrebbe cominciare subito lo scrutinio che potrebbe essere comunicato in tempo reale in via telematica da un computer della caserma dei pompieri evitando errori.
Se si facesse a meno delle tessere elettorali (si sa già chi dovrebbe venire) e il documento servisse solo per verificare l'identità della persona le operazioni di voto sarebbero dieci volte più veloci.
Se le urne invece di essere di cartone fossero di plastica trasparente (come in IRAQ!!!) sarebbero più trasparenti le operazioni di voto e ci sarebbero meno possibilità di brogli.

Se ............. non fossimo in Italia.


mercoledì 3 marzo 2010

L'alluminio

L'alluminio puro in polvere è facilmente infiammabile all'aria e molto reattivo in acqua, con produzione di idrogeno.

L'alluminio è uno dei pochi elementi abbondanti che sembra non abbiano alcuna funzione benefica nelle cellule viventi, una bassa percentuale della popolazione è allergica all'alluminio, e sperimenta dermatiti da contatto, problemi digestivi e l'incapacità di assorbire le sostanze nutritive se mangiano cibo cotto in pentole d'alluminio, vomito e altri sintomi di avvelenamento se ingeriscono farmaci come il Maalox; o alcuni prodotti contro la diarrea.

Per le altre persone l'alluminio non è considerato tossico come i metalli pesanti, ma esistono prove di tossicità se consumato in quantitativi eccessivi, soprattutto in organismi con ridotta capacità di eliminare gli accumuli del metallo a causa di predisposizione genetica e dieta sbilanciata. In particolare è il sistema nervoso centrale a risentire degli effetti tossici dell'alluminio, la ricerca scientifica ha dimostrato la correlazione tra assunzione cronica di alluminio e lo sviluppo di gravi malattie neurodegenerative, quali Alzheimer, Parkinson, SLA, sclerosi multipla, demenza. Altri effetti possono essere perdita della memoria, indebolimento, tremore e, in caso di inalazione delle polveri, danni polmonari.

Le principali cause di assunzione di alluminio sono la sottoposizione a vaccini (nei quali è presente come eccipiente e conservante), l'uso di farmaci (antiacidi e antidiarroici), pentole di alluminio nudo (in particolare nella cottura di cibi acidi come il pomodoro), caffettiere in alluminio, cibi e bavande contenuti in barattoli, lattine o carta d'alluminio e talvolta anche deodoranti, dentifrici, saponi, acqua potabile e foglie di tè.

L'esame più diffuso per verificare la presenza di metalli nell'organismo è il mineralogramma tramite analisi del capello. Un esame più preciso pare essere l'esame differenziale delle urine prima e dopo la somministrazione di un chelante, ovvero particolari molecole (molto usata è l'EDTA) in grado di legarsi chimicamente ai metalli e trasportarli fuori dall'organismo tramite sudore e urine. Alcune testimonianze hanno riscontrato notevoli differenze tra gli esiti del mineralogramma e dell'esame differenziale delle urine dovute alla capacità personale di eliminare i metalli tramite il capello. Secondo tali testimonianze il secondo esame sarebbe molto più affidabile.

Un organismo in buona salute ha generalmente una certa capacità di disintossicarsi lentamente da metalli pericolosi. La detossificazione forzata dell'organismo dall'alluminio e da altri metalli tossici viene effettuata tramite cicli di somministrazione endovenosa di un chelante. Tale trattamento può tuttavia avere effetti collaterali.